domenica 1 giugno 2014

Yoga: tipologie, respirazione e posizioni


TIPOLOGIE, RESPIRAZIONE E POSIZIONI YOGA

Lo yoga nasce nella zona dell’Indu nel 2500 a.c., in particolare sappiamo dell’esistenza di due centri, Mohenjo-daro e Harappa, in cui sono stati ritrovati amuleti, sigilli, tavolette che riportavano posizioni yoga dell’ aratro e del loto.
Veda, testi scritti antichissimi, sono quattro: Rig, Yajur, Sama e Atharva; hanno funzioni liturgiche e ognuno si articola in tre parti Mantra (raccolta di inni sacri), Brahmana (precetti e doveri religiosi) e Upanishad (basi del pensiero induista). I Veda sarebbero stati dettati al popolo Aria direttamente da Dio, sono i primi testi scritti della conoscenza.
La parola yoga deriva dal sanscrito yuj, legare: l’uomo deve sforzarsi con l’autodisciplina di raggiungere una concentrazione e abolire la componente razionale della personalità.
Lo yoga iniziò ad espandersi in occidente a partire dal 1968, crescendo sempre di più i praticanti che all’inizio non erano molto convinti di questa pratica. 
L’obiettivo principale dello yoga è quello di aiutare ad annientare la barriera tra spirito e materia, le due entità fanno parte della stessa realtà che prende forma e vita con le vibrazioni emesse dalla forza vitale di cui si compone, il Prana.
Lo yoga ci guida nella ricerca del nostro equilibrio interiore, nel lavoro, nello sport, nello studio e nelle relazioni affettive.
Le tipologie di yoga sono:
  1. l’hatha, yoga delle posizioni; 
     
  2. il Mantra, yoga dei suoni sacri; 
     
  3. il Karma, yoga dell’azione; 
     
  4. Bhakti, yoga della devozione;
     
  5. Raja yoga, yoga reale.
Lo yoga si articola in otto passi che ci conducono verso l’Anima cosmica:
  1. lo Yama e cioè la conoscenza dei cinque comandamenti morali universali: la non violenza, il distacco dalla bramosia, l’onestà, la purezza morale, la sincerità;
     
  2. il Niyama, apprendimento delle cinque regole della purificazione: la pulizia, la felicità della mente, il desiderio di evoluzione spirituale, la ricerca interiore, la resa a Dio di tutte le nostre azioni;
     
  3. l’ Asana, l’apprendimento delle posizioni yoga;
     
  4. il Pranayama, il controllo del respiro;
     
  5. il Pratyahara, l’emancipazione della mente;
     
  6. il dharana, la capacità di concentrazione;
     
  7. il Dhyana, la meditazione; 
  8. il Samadhi, il raggiungimento con la coscienza superiore cioè l’unione con l’anima universale.
Nello yoga il mondo ha una doppia componente: le forme sono la materia in continua evoluzione, i nomi sono l’energia e sono immutabili.
Il nome si esterna per mezzo del suono ed il suono è ciò che si avvicina allo spirito, all’anima e alla psiche. Questo spiega il perché lo yoga fa largo uso i suoni e nomi. L’ energia nel nostro corpo circola attraverso sette centri energetici chiamati chakra; in questi punti avviene la compenetrazione tra mondo fisico e spirituale.
chakra sono chiamati anche padmas, fiori di loto, e sono:
  • il Muladhara che è un fiore di loto a quattro petali, sede dell’energia vitale è posizionato nel perineo;
     
  • lo Svadhisthana, un fiore di loto a sei petali si trova nella zona genitale; il Manipura, un fiore di loto a dieci petali, è nel centro nervoso dell’ombelico;
     
  • l’ Anahata, un fiore di loto a 12 petali è il chakra del cuore;
     
  • il Vishuddha, un fiore di loto a sedici petali, è il chakra in corrispondenza della tiroide;
     
  • l’ Ajna, un fiore di loto a due petali è nel centro della fronte;
     
  • il Sahashara è un fiore di loto con mille petali ed è la sede del Vishnu, al di sopra del corpo e del cranio.
Il mantra Om è il suono primordiale, è il verbo che sorse improvvisamente, creando l’universo. Dall’Om si sono generati tutti gli altri mantra, è composto da tre fonemi principali A, U, M e secondo lo yoga:
  • A è collegato al corpo materiale;
     
  • U al corpo psichico;
     
  • M con il puro spirito.
Jnana yoga è la strada che porta l’uomo a discostarsi dal corpo fisico per ricercare il corpo pranico; non è un compito facile perché tutti noi siamo soggetti all’inganno di Maya, illusione della felicità che le cose materiali possano agire su noi.
Con il Karma Yoga l’uomo cerca la propria via per mezzo della realizzazione di cose materiali, ma senza dare peso all’importanza che possono avere in realtà perché sono pensieri che portano al fallimento, alla competizione, all’ossessione della materialità. Attraverso il Karma yoga, ciascuno di noi sa che nel mondo esiste per portare il suo contributo, ma senza tendere all’idea del successo o di qualche risultato.
Il Bhakti yoga è l’amore incondizionato per il creatore, è l’unico sentimento che deve animare l’uomo, che saprà trovare Dio dovunque.
Il Raya yoga è lo yoga reale, il perfezionamento dell’Hatha yoga, tramite lo studio degli stadi superiori della disciplina, quindi tecniche superiori di respiro e meditazione, si apre una coscienza superiore verso il samadhi, il più alto livello di meditazione.
Il Kundalini yoga si basa su un nodo che c’è sul fondo della colonna vertebrale, sede di energia e chi pratica questa disciplina yoga cerca di risvegliare questa energia facendola risalire per tutto il corpo attraverso i centri del corpo sottile. Raggiunta la massima purezza c’è l’illuminazione, cioè il supremo grado di conoscenza.
Lo Hatha yoga, cioè lo yoga delle posizioni, permette la conoscenza e il dominio del corpo attraverso le posizioni e gli esercizi di respirazione, molto diffusa in occidente. Si può controllare il battito cardiaco e la temperatura corporea; è importante il respiro, con l’inspirazione entra in noi un po’ dell’universo mentre con l’espirazione un po’ di noi si espande nell’universo.

ALIMENTAZIONE NELLO YOGA

L’ alimentazione ha grande importanza nello yoga, perché è uno di quei momenti in cui il nostro corpo interscambia con l’esterno; il nutrimento deve essere semplice e naturale, per questo dopo la respirazione riveste molta importanza l’alimentazione.
In molti rituali antichi si usava cucinare un grande pane che poi, alla fine delle cerimonia, si divideva tra i presenti, il pane come vettore per partecipare al ciclo della vita.
L’ uomo deve imparare ad ascoltare il proprio corpo per capire di quale alimento ha bisogno; la mente umana associa a colori e forme del cibo, sensazioni piacevoli o spiacevoli, quindi gradimento o repulsione.
I colori di frutta e verdura sono la spia del loro contenuto: i colori rosso e arancio danno tonicità e calore al corpo ma anche gioia, mentre i cibi di colore verde combattono le infiammazioni e migliorano l’autocontrollo mentale.

POSIZIONI YOGA

Nello yoga esistono diverse posizioni: in piedi, sedute, prone, supine, rovesciate, in ginocchio, torsioni, allungamenti, contrazioni ….
Le posizioni di equilibro sono un esempio di come lo yoga influenzi la mente attraverso il corpo, ad esempio stare qualche minuto in equilibrio su un piede solo insegna la virtù della pazienza e l’arte della concentrazione. Ad esempio un’ asana di equilibrio è il Vrkshasana o posizione dell’albero: le mani giunte davanti al cuore, sopra la testa, tese in alto, o a bilanciere mentre il piede sollevato, sulla caviglia, sul ginocchio, sull’interno coscia
Un’ altra asana di equilibrio è la posizione del guerriero, Virabhadrasana: le gambe sono molto divaricate, le braccia parallele al torace o aperte a croce o con mani giunte e puntate in avanti o sopra il capo.

Negli asana proni, l’addome è appoggiato a terra oppure ci serviamo del sostegno di mani e ginocchia. Queste posizioni servono per rinforzare la muscolatura della schiena nella zona lombare e sacrale, della cintura addominale e le braccia, sciolgono le articolazioni delle spalle e migliorano la mobilità della colonna vertebrale.

Le posizioni capovolte hanno dei doni, riducono ansia e stress, aumentano la capacità di concentrazione e di sostenere grandi sforzi andando a dispiegare effetti positivi sul sistema nervoso. Praticare costantemente questi asana previene deficit della memoria e patologie oculari, incrementa la circolazione sanguigna e l’ossigenazione della retina.

Le posizioni che implicano una torsione della spina dorsale, distendono e rinforzano i muscoli paraspinali e dorsali, tonificano le terminazioni nervose e alleviano il mal di schiena, le emicranie e rigidezza del collo e delle spalle. In più, la torsione del busto e la compressione del ventre stimolano gli organi addominali, migliorano l’attività digestiva e la peristalsi intestinale.  .
Alcune posizioni influiscono sugli stati d’animo, altre sull’energia fisica.La mattina si dovrebbero eseguire le posizioni in piedi che sono più stimolanti e danno vitalità, la sera quelle supine, sedute e prone per favorire il rilassamento.
Alcuni esempi di posizioni sono:
  • Posizione delle mani ai piedi, Padahastana: in sanscrito pada significa piede e hasta mano, si parte dalla posizione in piedi e si deve espirare, ci si piega in avanti con le mani a terra vicino ai piedi e si inspira.
    Espirando si porta la testa vicino alle ginocchia, poi inspirando si torna alla posizione eretta.
    Questa posizione rilassa schiena e organi addominali, molto utile per chi ha problemi gastrointestinali.
  • Posizione dell’arco, Dhanurasana: in sanscrito Dhanur significa arco, chi infatti esegue questa posizione assume una forma arcuata: le gambe sembrano l’asta dell’arco e le braccia la corda.
    Si parte distesi a terra, pancia in giù, mento a terra, flettiamo le ginocchia cosi da poter afferrare le caviglie con le mani.
    Espirando, tiriamo le gambe verso l’alto, braccia tese, testa indietro e ginocchia divaricate. Mantenere questa posizione per un bel po’.

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