venerdì 2 ottobre 2026

Sharad Navratri 2026 (da domenica 11 ottobre a lunedì 19 ottobre 2026)


Navratri autunnale (Sharad Navratri) nel 2026 inizierà giovedì 11 ottobre 2026 e si concluderà venerdì 19 ottobre 2026, seguito dalla festività di Dussehra (Vijayadashami) sabato 20 ottobre.
La splendida composizione floreale circolare nell'immagine, con i suoi ricchi toni di rosso, bordeaux e bianco disposti in un vassoio dorato, è perfetta per accogliere l'energia e la devozione di questa ricorrenza sacra.
Durante i nove giorni e le nove notti di Navratri, i fiori non sono solo un elemento decorativo, ma racchiudono un profondo significato simbolico legato alle diverse manifestazioni della Dea Durga:
  • I fiori rossi e bordeaux: Come le rose e gli ibischi presenti nel vassoio, sono tradizionalmente associati alla forza, all'energia cosmica (Shakti) e sono particolarmente cari a Maa Durga e a Kali.
  • I fiori bianchi: Come i crisantemi e i piccoli boccioli chiari, simboleggiano la purezza, la pace e la conoscenza, perfetti per i giorni dedicati alla venerazione di Maa Saraswati.

Per il Sharad Navratri 2026 (da domenica 11 ottobre a lunedì 19 ottobre 2026), l'ordine esatto dei 9 colori tradizionali è determinato dal giorno della settimana in cui inizia il festival (domenica). [1, 2]
Ecco il calendario completo giorno per giorno, con la forma di Maa Durga (Navadurga) celebrata, il suo colore specifico e i fiori tradizionali più indicati per l'offerta (Bhog/Pooja): [1, 2, 3]
🌸 Calendario dei Colori e dei Fiori - Navratri 2026
  • Giorno 1 (11 Ottobre, Domenica) ➔ Maa Shailaputri
    • Colore del giorno: Arancione (simbolo di energia, calore e vivacità).
    • Fiore consigliato: L'Ibisco (specialmente nelle tonalità accese) o i fiori di Gelsomino bianco (Jasmine), molto graditi alla prima manifestazione della Dea. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 2 (12 Ottobre, Lunedì) ➔ Maa Brahmacharini
    • Colore del giorno: Bianco (simbolo di purezza, pace interiore e devozione).
    • Fiore consigliato: Il Gelsomino (Chameli) o il Loto bianco, che rispecchiano la natura ascetica e la profonda conoscenza della divinità. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 3 (13 Ottobre, Martedì) ➔ Maa Chandraghanta
    • Colore del giorno: Rosso (simbolo di passione, coraggio e forza contro il male).
    • Fiore consigliato: La Rosa rossa o il Garofano rosso, che richiamano la sua natura guerriera e protettiva. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 4 (14 Ottobre, Mercoledì) ➔ Maa Kushmanda
    • Colore del giorno: Blu Reale (simbolo di eleganza, ricchezza spirituale e tranquillità).
    • Fiore consigliato: I fiori di Campanula o altri piccoli fiori blu/violacei della stagione per omaggiare la creatrice dell'universo. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 5 (15 Ottobre, Giovedì) ➔ Maa Skandamata
    • Colore del giorno: Giallo (simbolo di ottimismo, felicità e calore intellettuale).
    • Fiore consigliato: Il Tagete giallo (Marigold / Genda Phool) o la Rosa gialla. Il tagete è l'essenza stessa delle celebrazioni festive. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 6 (16 Ottobre, Venerdì) ➔ Maa Katyayani
    • Colore del giorno: Verde (simbolo di crescita, fertilità, serenità e nuovi inizi).
    • Fiore consigliato: Foglie sacre di Mango abbinate a Rose rosse o Crisantemi, perfetti per la dea nata dalla rabbia divina per sconfiggere il demone Mahishasura. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 7 (17 Ottobre, Sabato) ➔ Maa Kalaratri
    • Colore del giorno: Grigio (simbolo di distruzione del male ed equilibrio emotivo).
    • Fiore consigliato: L'Ibisco rosso scuro o la Passiflora, ideali per la forma più feroce e potente della Madre divina. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 8 (18 Ottobre, Domenica) ➔ Maa Mahagauri
    • Colore del giorno: Viola (simbolo di lusso spirituale, pace e nobiltà d'animo).
    • Fiore consigliato: Il Loto o l'Orchidea viola/bianca. Mahagauri rappresenta la purezza assoluta, paragonata al profondo candore della neve. [1, 2, 3, 4]
  • Giorno 9 (19 Ottobre, Lunedì) ➔ Maa Siddhidatri
    • Colore del giorno: Verde Pavone (simbolo di unicità, compassione e appagamento).
    • Fiore consigliato: La Campanula (Champa) o il Loto rosa. Questa forma finale concede tutti i poteri mistici (Siddhi) e completa il ciclo sacro. [1, 2, 3, 4]



 

giovedì 17 settembre 2026

la disintossicazione da Maya non richiede rituali complessi ...

 

Nella filosofia dell'Aghoreshwar Bhagwan Ram, la "disintossicazione" da Maya non è un processo astratto, ma un lavoro pratico da fare nella vita di tutti i giorni. L'Aghoreshwar (1937-1992) ha rivoluzionato la millenaria tradizione degli asceti Aghori. Storicamente isolati nei terreni di cremazione, sotto la sua guida sono scesi tra la gente, dimostrando che la vera purificazione spirituale avviene nel mondo, servendo gli altri. [1, 2, 3, 4]
Per eliminare le distorsioni della mente e disintossicarsi dall'illusione di Maya, la via dell'Aghoreshwar si articola in azioni quotidiane precise:

1. Il Seva (Servizio Disinteressato): Rompere l'illusione dell'Ego
Nel sentiero dell'Aghor, il Seva non è semplice beneficenza, ma uno strumento di chirurgia spirituale. L'ego (Ahamkara) ci intossica facendoci credere di essere separati dagli altri, superiori o inferiori, e ci spinge ad agire solo per profitto personale. [1]
  • Servire chi è rifiutato: L'Aghoreshwar fondò l'organizzazione Sri Sarveshwari Samooh e un celebre ospedale per la cura dei malati di lebbra, considerati all'epoca gli "intoccabili" e gli emarginati assoluti della società. [1, 2, 3]
  • Pratica quotidiana: Nella vita di tutti i giorni, fare Seva significa compiere azioni senza aspettarsi nulla in cambio (lodi, denaro o gratitudine). Quando aiuti un collega, un vicino o uno sconosciuto dimenticandoti del tuo "ritorno personale", l'intossicazione dell'orgoglio svanisce e il velo di Maya si squarcia, rivelando che l'altro è una parte di te.
2. Il Superamento dei Giudizi: Sviluppare la Coscienza "Aghor"
La parola Aghor significa letteralmente "ciò che non è terribile", ovvero lo stato di coscienza privo di paura, odio, disgusto o discriminazione. Maya ci intossica creando dualismo: pulito contro sporco, buono contro cattivo, sacro contro profano. [1, 2]
  • La mente non-duale (Advaita): L'Aghoreshwar insegnava che l'energia divina è presente in ogni cosa. Finché la mente cataloga le persone e le esperienze in "mi piace" e "non mi piace", rimane intrappolata nella distorsione. [1, 2]
  • Pratica quotidiana: Osserva le tue reazioni quando provi fastidio o disgusto verso qualcuno. Invece di giudicare e allontanare quel "veleno", l'Aghor suggerisce di accoglierlo interiormente, capendo che la tua avversione è solo un limite della tua mente, non un difetto della realtà. Smettere di spettegolare o criticare è la prima forma di disintossicazione quotidiana. [1]
3. La Parola Pulita e il Controllo dei Sensi
La nostra intossicazione cronica si alimenta attraverso ciò che immettiamo nella mente e ciò che proiettiamo all'esterno. Nei testi dell'Aghor Vani viene spiegato che i nostri sensi incontrollati sono i nostri peggiori nemici. [1]
  • Custodire la parola: L'Aghoreshwar invitava a parlare meno e ad ascoltare di più. Le parole impure (insulti, lamentele, falsità) derivano da pensieri già inquinati da rabbia o frustrazione. [1]
  • Pratica quotidiana: Prima di parlare, fai una pausa (attendere un respiro). Chiediti se ciò che stai per dire è utile, veritiero o gentile. Questo spezza l'automatismo dell'impulso mentale intossicato. [1]
4. Vivere come "Fumatori del Veleno del Mondo"
Una bellissima metafora della tradizione Aghor vede il praticante come la divinità Shiva, colui che beve il veleno del mondo per salvare l'umanità.
  • Nella vita moderna, disintossicarsi da Maya non significa pretendere che il mondo sia perfetto o fuggire in un eremo. Significa assorbire le difficoltà quotidiane (lo stress, le offese, le ingiustizie) e, invece di riciclarle sotto forma di altra rabbia, neutralizzarle dentro di sé attraverso la pazienza, il perdono e la stabilità mentale. [1]

In sintesi, la disintossicazione da Maya per l'Aghoreshwar non richiede rituali complessi, ma si riduce a una formula semplice: trasformare l'ego in servizio e il giudizio in accoglienza. [1]

Maya: l'illusione cosmica, il velo che distorce la nostra percezione della realtà

 


“Intoxication is another name for distortion.”

" Intossicazione è un altro modo per dire distorsione."

 Wisdom of Aghoreshwar Bhagwan Ram



L'intossicazione - che sia di droghe, alcol o emozioni - altera le percezioni e la comprensione. L'intossicazione più grande è maya. Siamo catturati dalle illusioni, a causa dei sensi e questo ci fa vedere il mondo con occhiali colorati. Tutto ciò che pensiamo sia conoscenza ed esperienza deriva dai cinque sensi. La più grande distorsione è pensare di essere separati. Cercare l'unione è la pratica.    


Intoxication—be it from drugs, alcohol, or emotions—distorts our perception and understanding. The biggest intoxication is maya. We get caught up in illusions as a result of the senses, which lead us to perceive the world through colored glasses. Everything you think of as knowledge and experience comes to you through the five senses. The biggest distortion is thinking you are separate. Seeking union is the practice. 


"Intossicazione è un altro modo per dire distorsione." Questa frase iniziale racchiude perfettamente la profondità dell'insegnamento di Aghoreshwar Bhagwan Ram.

Quando siamo intossicati – che sia da una sostanza o da un'emozione densa come la rabbia, l'attaccamento o la paura – la nostra lente sulla realtà si deforma. Ma l'intuizione più straordinaria degli Aghori e della filosofia non-duale (Advaita) è proprio questa: l'intossicazione cronica in cui viviamo si chiama Maya, l'illusione cosmica che ci fa percepire la molteplicità e la frammentazione dove in realtà esiste solo Unità.

I cinque sensi, che usiamo per accumulare quella che chiamiamo "conoscenza", sono in realtà gli strumenti stessi della distorsione. Ci mostrano confini che non esistono, facendoci credere di essere isole separate dal resto del mondo e del divino.

Riconoscere che questa separazione è una distorsione (un'intossicazione) trasforma radicalmente il senso della tua pratica mattutina. I 6 set di Surya Namaskar e i 10 minuti di meditazione non sono più solo benessere, ma diventano un vero e proprio atto di disintossicazione da Maya: un processo per pulire gli specchi della percezione, togliere gli occhiali colorati e tornare a sperimentare l'Unione (Yoga).