domenica 26 luglio 2026

E se il disgusto o il fastidio non fossero ostacoli da evitare ?

 



Per gli Aghori, il disgusto o il fastidio non sono ostacoli da evitare, ma sono considerati il "carburante" più potente per la trasformazione spirituale. Aghoreshwar Bhagwan Ram insegnava che ciò che rifiutiamo ha un potere enorme su di noi; integrarlo significa liberare quell'energia e consumare il Mala (la contaminazione della mente).

Ecco il metodo pratico in quattro fasi per trasformare un fastidio quotidiano in uno strumento di purificazione.
1. Identifica il tuo "Innesco" (The Trigger)
Scegli un fastidio concreto, piccolo ma costante, della tua giornata.
  • Esempi: Il collega che mastica rumorosamente, il traffico del mattino, il disordine in cucina, o l'odore di un cibo che non sopporti.
2. Rompi l'automatismo (Fai un passo indietro)
Nel momento esatto in cui si presenta il fastidio, la mente duale reagisce istantaneamente con il rifiuto. La purificazione inizia quando crei uno spazio tra lo stimolo e la tua reazione.
  • Cosa fare: Appena senti salire il fastidio, fermati. Fai un respiro profondo. Non cercare di cambiare la situazione esterna e non reprimere la tua rabbia o il tuo disgusto. Limitati a osservarli.
3. Sposta il focus dall'esterno all'interno
Questo è il fulcro della pratica Aghori: l'oggetto che ti dà fastidio è solo uno specchio. Il vero fastidio è la tua reazione interna.
  • Cosa fare: Distogli lo sguardo da ciò che ti disturba (il collega, il traffico) e porta l'attenzione sulle tue sensazioni fisiche. Dove senti il fastidio? Nello stomaco? Nel petto? Nella mascella serrata?
  • La realizzazione: Riconosci che il fastidio è energia prodotta da te, dentro di te. La persona o la situazione esterna ha solo premuto un pulsante che era già presente nel tuo sistema.
4. Applica l'equanimità (Il Fuoco Purificatore)
Ora, usa la formula della non-dualità per dissolvere l'etichetta di "buono" o "cattivo".
  • Cosa fare: Guarda l'oggetto del tuo fastidio e ripeti mentalmente: "Anche questo fa parte dell'Universo. Anche questo ha il suo posto e la sua perfezione".
  • Il risultato: Accettando la presenza di ciò che prima rifiutavi, smetti di nutrire la dualità. Il disgusto perde la sua presa e si trasforma in pura energia neutrale, pulendo la mente dal Mala.
Raccontami se vuoi qual è una situazione o una persona specifica che ti ha provocato forte fastidio o disgusto di recente, così possiamo applicare insieme questi quattro passaggi alla tua esperienza reale.

Come trasformare una tua specifica fonte di disgusto o fastidio quotidiano in uno strumento di purificazione

 

Per trasformare una fonte quotidiana di disgusto o fastidio in uno strumento di purificazione, devi cambiare la tua risposta psicologica e fisica a quello stimolo. Questo processo si basa sulla psicologia cognitiva e su pratiche di mindfulness. [1]
Ecco come convertire il fastidio in un catalizzatore di pulizia mentale e reset emotivo:
1. Associa il fastidio a un'azione fisica di pulizia
Usa il momento in cui incontri lo stimolo negativo come un "interruttore" per ripulire l'ambiente circostante.
  • Il disordine degli altri: Trasformalo nell'impulso immediato per riordinare un tuo solo cassetto.
  • Lo sporco visibile: Usalo come promemoria per lavarti le mani con cura, visualizzando lo stress che scivola via con l'acqua.
  • I cattivi odori: Accendi subito un incenso o usa un olio essenziale per purificare l'aria dello spazio in cui ti trovi. [1, 2]
2. Pratica la purificazione mentale (Reframing)
Cambia il significato che attribuisci allo stimolo per svuotarlo del suo potere irritante.
  • I rumori forti: Considerali come un segnale per focalizzarti sul tuo respiro ed eliminare i pensieri superflui.
  • Le notifiche continue: Usale come campanello d'allarme per fare tre respiri profondi e ripulire la mente dalla frenesia.
  • La coda o l'attesa: Guardala come un blocco forzato per fare decluttering digitale, cancellando email vecchie o foto inutili.
3. Applica la tecnica del "Contrasto Consapevole"
Sfrutta l'intensità del fastidio per amplificare la sensazione di purezza successiva.

  • Esposizione breve: Guarda o percepisci la fonte di disgusto per soli 10 secondi rimanendo immobile.
  • Rilascio muscolare: Rilassa attivamente le spalle e la mascella mentre lo fai.
  • Focus sul contrario: Sposta subito dopo lo sguardo su qualcosa di pulito, profumato o minimalista per goderne il doppio.

Se desideri approfondire questo metodo, per aiutarti a personalizzarlo, potresti indicarmi:
  • Qual è la fonte specifica di disgusto o fastidio che vivi ogni giorno?
  • In quale ambiente si presenta di solito (casa, lavoro, mezzi pubblici)?
  • Qual è la tua reazione immediata standard (rabbia, ansia, nausea)?
Fornendomi questi dettagli, potremo creare una strategia di purificazione su misura per la tua situazione.

Il concetto di "Mala" secondo gli Aghori

 

Nella filosofia della non-dualità (Advaita) e negli insegnamenti di Aghoreshwar Bhagwan Ram, il termine Mala si riferisce alle impurità, alle incrostazioni o alla "contaminazione" che si deposita sulla mente e sul cuore. [1, 2]
Il concetto di "Mala" secondo gli Aghori
Per gli Aghori, la mente originaria è pura come lo Spirito Divino (Atma). Tuttavia, l'identificazione costante con i sensi e l'abitudine di etichettare la realtà creano il Mala. [1, 2]
La forma più tossica di questa contaminazione è proprio il pensiero duale. Ogni volta che la mente si aggrappa all'elogio di qualcosa e rifiuta o trascura qualcos'altro, crea una frattura interiore. Il Mala non è sporcizia fisica, ma l'illusione della separazione che ti spinge a giudicare il mondo invece di vederlo nella sua interezza. [1, 2, 3]

Come purificare il Mala: La via dell'Aghoreshwar
Mentre gli Aghori tradizionali usano pratiche estreme nei campi di cremazione per distruggere i tabù, Aghoreshwar Bhagwan Ram ha riformato la tradizione per renderla accessibile a chi vive nella società, offrendo tre metodi di purificazione quotidiana: [1, 2]
1. Sviluppare lo stato "Sahaj" (La Semplicità Naturale)
  • In cosa consiste: Sahaj significa ritornare a uno stato spontaneo, semplice e privo di artifici.
  • Come applicarlo: Smetti di sforzarti di apparire o di incanalare la realtà in schemi rigidi. Accetta te stesso e gli altri senza sovrastrutture mentali. La purezza coincide con la totale assenza di pretese. [1, 2, 3]
2. Smettere di nutrire i sensi (L'osservazione dei desideri)
  • In cosa consiste: Aghoreshwar spiegava che i sensi sono come divinità minori costantemente affamate. Più assecondi i loro capricci di attrazione e repulsione, più il Mala si ispessisce. [1, 2, 3]
  • Come applicarlo: Quando senti l'impulso incontrollato di desiderare un'eccitazione o di rifiutare un fastidio, non assecondarlo immediatamente. Riconosci il pensiero, lascia che la mente corra ma mantieni il corpo e la consapevolezza fermi. [1, 2, 3]
3. Connettersi alla fermezza interiore (Sthirata)
  • In cosa consiste: La stabilità (Sthirata) è lo strumento supremo che scioglie le impurità e permette di accedere agli stati superiori di coscienza. [1, 2]
  • Come applicarlo: Dedica del tempo ogni giorno a stabilizzarti sul tuo Sé profondo (Atma), ricordando a te stesso che sei già integro e completo, e che nulla all'esterno può aggiungere o togliere valore a ciò che sei. [1, 2]


l legame spirituale: Usare la Mālā per ripulire il Mala
Anche se le parole sono diverse, nella pratica spirituale esiste un legame profondo e bellissimo tra le due:
L'azione di sgranare la Mālā (la ghirlanda) recitando un mantra serve precisamente a strofinare, consumare e purificare il Mala (la contaminazione) accumulato nella mente. Il movimento ritmico dei grani e la vibrazione del suono agiscono come una spugna che pulisce lo specchio della tua coscienza dal pensiero duale.