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venerdì 6 luglio 2018

Nozioni di base sulla filosofia dello yoga: i 5 Yama - Concluso _/\_


Carissimi,


in arrivo la settimana di luglio con delle pratiche che ci aiutano ad armonizzarci con gli altri.

@La Casa Azzurra
DALLE 5:58 ALLE 7:13
tutte le mattine Lu - Ve
2, 3, 4, 5, 6 Luglio 2018
Contributo € 50 
(no come recupero lezioni)

Nozioni di base sulla filosofia dello yoga: i 5 Yama

L'auto-consapevolezza che ottieni praticando i cinque yama può aiutarti a trasformare l'energia negativa e coltivare un senso profondo e duraturo di pace. Ecco una breve definizione di ogni yama, insieme ad alcuni consigli su come iniziare a praticarli oggi.

Yama 1: Non-Fare Violenza (Ahiṃsā(devanagari: अहिंसा) 


In sanscrito il prefisso con una  “ā ” privativa significa "non", mentre hiṃsā significa "fare del male, ferire, uccidere o fare violenza". Ahiṃsā, il primo tra i yama e il più alto tra loro, è la pratica del non-danno o della non violenza. Questa è la chiave, dicono i saggi, per mantenere sia le relazioni armoniose nel mondo che una tranquilla vita interiore.
A un livello più profondo, l'Ahiṃsā è meno un processo consapevole di quanto non sia una conseguenza naturale della pratica dello yoga. Mentre il nostro viaggio si svolge, porta alla consapevolezza del nucleo pacifico e duraturo che è la nostra vera natura; il desiderio di prevenire il danno è un'espressione spontanea di quella consapevolezza. Cominciamo a renderci conto che il sé interiore negli altri è identico al nostro sé interiore e non desideriamo che nessun danno venga a nessun essere.

Esesercitati per essere più gentile da poter accettare e perdonare te stesso e gli altri.

Suggerimento pratico: pratica di essere più gentile, accettando e perdonando te stesso e gli altri. Secondo i saggi, quando l'Ahiṃsā viene pienamente abbracciata, emerge una fiducia interiore profondamente radicata e sorprendentemente potente.

martedì 24 maggio 2016

Le otto braccia dello yoga

Le otto braccia dello yoga, o “membra”, sono elencate nel secondo capitolo di uno dei testi classici dello yoga, lo → Yoga Sutra di Patanjali. Rappresentano le qualità necessarie allo yogi per chiarire la mente, sviluppare la percezione e raggiungere l’autorealizzazione, esposte in una serie di otto passi.
Nonostante lo Yoga Sutra sia un testo molto antico, le otto braccia sono ancor oggi uno schema estremamente utile e attuale per comprendere e praticare lo yoga.
Non si tratta di passaggi separati da eseguire in ordine, ma di percorsi simultanei che si intrecciano e conducono al samadhil’illuminazione.

domenica 11 marzo 2012

Yama - le astensioni, Niyama - le osservanze

IL SAGGIO ILLUMINATO PATAÑJALI (NON A CASO DEFINITO BHAGAVÂN, IL DIVINO) IN UN'EPOCA STORICAMENTE IMPRECISATA, TRA IL III SECOLO A.C. E IL IV D.C. CODIFICÒ LO YOGA IN UN'OPERA UNICA NEL SUO GENERE - GLI   YOGASUTRA; QUESTA STRAORDINARIA RACCOLTA DI AFORISMI - 196 SÛTRAPER L'ESATTEZZA - SONO GIUNTI FINO A NOI GRAZIE A UNA ININTERROTTA TRASMISSIONE ORALE, DEFINITA COL TERMINE PARAMPAR - DA BOCCA A ORECCHIO, DA MAESTRO A DISCEPOLO.
Il saggio illuminato Patañjali (non a caso definito Bhagavân, il divino) in un'epoca storicamente imprecisata, tra il III secolo a.C. e il IV d.C. codificò lo Yoga in un'opera unica nel suo genere - gli   Yogasutra; questa straordinaria raccolta di aforismi - 196 sûtra per l'esattezza - sono giunti fino a noi grazie a una ininterrotta trasmissione orale, definita col termine paramparâ - da bocca a orecchio, da Maestro a discepolo.In virtù di questo sistema complesso e organizzato si delinea il percorso che il vero praticante dovrà seguire per ottenere l'illuminazione e la liberazione dalla catena delle reincarnazioni.