mercoledì 23 aprile 2025

Il senso dell’esistenza

 

Le Tre Domande

  • Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
  • Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
  • Qual è la cosa che più conta sopra tutte?
  • Questi quesiti sono al centro del racconto breve di Lev Tolstoj, intitolato appunto “Le tre domande”, una parabola che esplora il senso dell’esistenza.

    Nel racconto di Tolstoj, l’imperatore, alla ricerca delle risposte alle sue tre domande fondamentali, si rivolge a numerosi saggi e consiglieri. Il re proclamò in tutto il suo regno che avrebbe ricompensato generosamente chiunque fosse stato in grado di fornirgli le risposte. Molti saggi e studiosi si presentarono alla corte, ma le loro risposte furono così diverse e contrastanti che il re non ne rimase soddisfatto.

    Sulla prima domanda (“Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?”), alcuni saggi suggeriscono di creare piani dettagliati, con orari e scadenze precise. Altri ritengono che sia impossibile prevedere il futuro e che l’imperatore debba essere sempre attento agli eventi, pronto ad agire. Alcuni propongono di istituire un consiglio di saggi per prendere decisioni collettive. Altri ancora consigliano di consultare maghi e indovini per prevedere il futuro.

    Sulla seconda domanda (“Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?”), le risposte variano ampiamente: alcuni consigliano di fidarsi dei consiglieri, altri dei medici, dei soldati o del clero.

    Sulla terza domanda (“Qual è la cosa che più conta sopra tutte?”),  anche qui, le opinioni divergono: alcuni sostengono che la scienza sia la cosa più importante, altri la religione, altri ancora l’arte militare.

    La varietà e la contraddittorietà di queste risposte dimostrano che la saggezza convenzionale non è sufficiente per rispondere alle domande fondamentali della vita. È proprio questa insoddisfazione che spinge l’imperatore a cercare risposte più profonde nell’incontro con l’eremita.

    Deluso dalle risposte dei saggi, l’imperatore sente parlare di un eremita che vive in una foresta, rinomato per la sua saggezza. Deciso a trovare le risposte alle sue domande, l’imperatore si reca dall’eremita, ma non si presenta come un re. Si traveste da contadino e lascia le sue guardie alle pendici della montagna.

    Quando raggiunge l’eremita, lo trova intento a scavare la terra nel suo orto. L’eremita è anziano e debole, e il lavoro lo affatica. L’imperatore si offre di aiutarlo, prendendo la vanga e iniziando a scavare.

    Mentre lavorano, l’imperatore ripete le sue tre domande, ma l’eremita non risponde, limitandosi ad ascoltare. Quando il sole comincia a tramontare, l’imperatore esprime la sua frustrazione e la sua volontà di rinunciare alla ricerca, a meno che l’eremita non sia disposto a fornirgli le risposte che cerca.

    In quel momento, un uomo corre verso di loro, gravemente ferito. L’uomo cade a terra, privo di sensi. L’imperatore e l’eremita si prendono cura di lui, lavando e fasciando le sue ferite. L’uomo riprende conoscenza e chiede perdono all’imperatore, rivelando di essere un suo nemico che aveva giurato di vendicarsi.

    L’uomo spiega di aver seguito l’imperatore per ucciderlo, ma di essere stato ferito dalle sue guardie. Vedendo la bontà dell’imperatore nell’aiutarlo, si pente e decide di diventare suo amico.

    A quel punto, l’eremita si rivolge all’imperatore, dicendogli che ha già ricevuto le risposte alle sue domande.

    Alla fine, sarà l’esperienza diretta, attraverso l’aiuto offerto a un eremita e a un uomo ferito, a fornirgli le risposte:

    • Il momento migliore è ora, il presente, l’unico istante su cui abbiamo potere.
      Il momento migliore per agire era quando stava aiutando l’eremita e l’uomo ferito, perché quel momento era l’unico su cui aveva controllo.
      Il passato è trascorso e il futuro è incerto, quindi è nel “qui e ora” che dobbiamo concentrare le nostre energie.
    • La persona più importante è quella che ci sta accanto nel momento presente dedicandogli la nostra attenzione e il nostro rispetto.
      Le persone più importanti erano l’eremita e l’uomo ferito, perché erano le persone che aveva di fronte in quel momento. Le persone più importanti erano l’eremita e l’uomo ferito, perché erano le persone che aveva di fronte in quel momento.
    • La cosa più importante è fare del bene, agire con compassione e altruismo.
      È in questo che risiede il vero senso della vita, la sua essenza più profonda.Aiutare gli altri, essere compassionevoli e agire con amore sono le azioni che danno vero significato alla nostra vita.

    La vera saggezza non si trova in complesse teorie o in risposte elaborate, ma nella semplicità delle azioni quotidiane e nell’attenzione al momento presente. Le buone azioni possono trasformare anche i nemici in amici; l’aiuto e la compassione possono fare la differenza.

    Il re ringraziò l’eremita e tornò al suo regno, portando con sé la saggezza acquisita.

    La storia “Le tre domande” di Lev Tolstoj è contenuta nella raccolta di racconti brevi intitolata “Che cosa fa vivere gli uomini e altri racconti”, pubblicata per la prima volta nel 1885.




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