venerdì 9 gennaio 2026

Feb/Marzo 2026 ~ Vivere momento per momento ~ Yoga & Mindfulness


Vivere momento per momento Affrontare la catastrofe

(Full Catastrophe Living)

Yoga & Mindfulness


Usare la saggezza del corpo e della mente per affrontare lo stress, il dolore e la malattia 

Nelle prossime 8 settimane esploreremo - praticando - quello che Jon Kabat Zinn ha denominato come Mindfulness di cui ha scritto nel suo libro Vivere momento per momento (Full Catastrophe Living-Vivere l’intera catastrofe) e sicuramente molti ne trarranno beneficio. 

La pratica ha a che fare con la vita di tutti i giorni e ci aiuterà a scoprire le facoltà già insite in noi che si intrecciano e dipendono l'una dall'altra, quella di : 

non giudicare, pazienza, mente del principiante, fiducia, assenza di sforzo, accettazione e lasciare andare. 

Esploreremo come questi concetti si collegano alla filosofia e alla pratica di yoga e alla vita quotidiana. Il primo concetto, per esempio, il non giudicare, si riferisce al concetto yogico di ahimsa o non-violenza 

Impareremo a guardarci dentro, ad affrontare il nostro dolore e a prendercene cura: la gentilezza amorevole diventa la chiave per aprire corpo e mente a una nuova comprensione ...


Inizio Sabato 2 febbraio 2026 alle ore 9,15 e per maggiori informazioni :


mail a lvyoga@ymail.com 

oppure cell. 328 127 3016


A partire da Sabato 2 febbraio 2026 alle ore 9,15, si terrà il laboratorio di Mindfulness condotto dalla Prof.ssa Lili Vucic. Il laboratorio si articola in 8 incontri di sabato a cadenza settimanale, dalle ore 9,15 alle ore 11:15. 

lunedì 5 gennaio 2026

l'Epifania proclama questo mistero divino in tutto il mondo attraverso i Re Magi, che lo riconoscono come il Figlio di Dio, il Salvatore di tutti i popoli.

Secondo il Vangelo di Matteo, tre re o saggi "venuti dall'Oriente" (l'Impero dei Parti), seguendo la stella cadente di Betlemme, vennero a rendere omaggio a Gesù neonato. I Magi d'Oriente, di cui parla san Matteo senza menzionarne i nomi o i numeri, furono trasformati dalla tradizione successiva in re, dando loro i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, secondo la Laudato.

Gli presentarono tre doni simbolici:  l'incenso  come a Dio,  l'oro  come al re del cielo e  la mirra  (un unguento prezioso) come all'uomo. Come i tre re, i Magi provengono dal mondo non cristiano, che Dio ha chiamato nel suo regno annunciando loro la nascita del Salvatore.

L'Epifania è come un secondo Natale. Ma mentre il Natale ci offre un messaggio di umiltà e sottolinea il mistero nascosto della nascita del Signore, l'Epifania proclama questo mistero divino in tutto il mondo attraverso i Re Magi, che lo riconoscono come il Figlio di Dio, il Salvatore di tutti i popoli.

I Re Magi del Vangelo di Matteo (2,1-12) cominciarono molto presto a essere venerati come "re", influenzati dal testo del profeta Isaia, che dice: "Cammineranno le nazioni alla tua luce e i re allo spuntare del tuo splendore" (60,3), spiega la Laudato.

giovedì 1 gennaio 2026

Ogni anno scegliamo una parola che ci ispiri per tutto l'anno ...

Ogni anno scegliamo una parola che ci ispiri per tutto l'anno. Per il 2026 la parola è:

forbearance - la forza d’animo (pazienza e/o tolleranza e/o sopportazione). La forza d'animo (pazienza e/o tolleranza e/o sopportazione) è la capacità di resistere, di rimanere con i piedi per terra attraverso il dolore e il piacere, la perdita e il guadagno, la tristezza e la felicità. Richiede il ritorno al nostro Sé invece di arrenderci all'abitudine di reagire costantemente in modo impulsivo.

Provate a ricomporvi, quando iniziate a reagire a qualcosa - una persona, una situazione, una notizia. Portate la vostra attenzione all'ombelico, lasciate che il respiro salga e riempia lo spazio del cuore. Tornate a casa, al vostro Sé, e poi impegnatevi da uno spazio di stabilità.

Praticando la pazienza diventiamo una solida dimora perché il Divino possa esprimersi attraverso di noi. Prendiamoci la responsabilità delle vibrazioni che mandiamo nel mondo, sostituendo paura e rabbia con pace e apprezzamento. 

A voi e ai vostri cari le mie Benedizioni di buona salute, felicità, prosperità e pratica della pazienza per l'anno nuovo da BabaJi


mercoledì 31 dicembre 2025

Buon anno, buon 2026!

 

Che voi possiate trovare bellezza anche nei giorni difficili e gratitudine in quelli luminosi.
💫🥂🪄🎊
Buon anno, buon 2026!



venerdì 19 dicembre 2025

Buone feste dalla nostra famiglia yoga alla vostra.

 

Carissimi,

Yog@lili augura a tutti voi un sereno Natale e felice anno nuovo ✨🌲

Grazie di cuore per aver partecipato con affetto ed entusiasmo a tutte le iniziative di quest'anno.

Namastè

💚💚💚

Vi auguriamo pace e gioia nella vostra pratica .

Possano queste feste essere piene di luce e amore .

( Tamaso Ma Jyotir Gamaya )

Che il vostro cuore sia aperto e il vostro spirito luminoso in questo Natale!

Om Shanti, Shanti, Shanti (Pace, Pace, Pace).

sabato 13 dicembre 2025

Savasana o Shavasana si traduce letteralmente in posizione del morto o del cadavere

Savasana la posizione della rinascita
La posizione del morto Savasana o Shavasana si traduce letteralmente in posizione del morto o del cadavere. É una postura di cruciale importanza per lo Yoga, generalmente eseguita al termine della sessione di asana con lo scopo di condurre il praticante in un profondo stato di quiete. In Savasana, infatti, l’energia si abbassa a livelli minimi, il respiro si fa lento e lieve, si sperimentano in maniera consapevole i benefici di un sonno profondo e ristoratore. Sebbene venga comunemente inserita a conclusione della pratica di Hatha Yoga, risulta altrettanto efficace utilizzata come posizione per accompagnare la meditazione, ad esempio in Yoga Nidra, oppure eseguita in forma isolata semplicemente per indurre il rilassamento e rilasciare le tensioni fisiche ed emotive. Come si esegue savasana Sdraiarsi sul dorso distendere le braccia lungo i fianchi rivolgendo le mani verso l'alto lasciare ricadere il piedi lateralmente in modo che i talloni i guardino chiudere gli occhi ​ Foto ​ Suggerimenti utili per eseguire Savasana In Savasana gli occhi sono chiusi, se non riusciamo a farlo possiamo coprirli con una mascherina da notte o con una sciarpina, le spalle sono rilassate e lontane dalle orecchie, mentre le braccia si mantengono distese ai lati del corpo, un poco distanziate da questo, con i palmi delle mani morbidi e rivolti verso l’alto, anche le gambe sono leggermente divaricate e i piedi ricadono lateralmente. Per rilassare il corpo iniziare ad allentare la muscolatura del viso, distanziando spazio tra le sopracciglia e schiudendo leggermente le labbra per ammorbidire la mandibola e lasciando che la lingua resti posizione neutra. Poi si continua in una lenta progressione rilassando muscolo per muscolo sino ad arrivare alle dita dei piedi, a questo punto immaginiamo che il corpo diventi sempre più pesante sul tappetino, finché non si arrenda dolcemente all’immobilità. Per entrare in Savasana non basta sdraiarsi sul tappetino, occorre sapersi lasciarsi andare completamente, per tale motivo questa posizione è spesso definita come la più difficile. Infatti, non è per nulla scontato riuscire ad abbandonarsi fino in fondo, soprattutto in un epoca in cui siamo sempre troppo presi dai mille impegni quotidiani, dai troppi pensieri e desideri. La mente vaga, i muscoli sono tesi, i condizionamenti non vogliono allentare la presa su di noi, siamo distratti continuamente da ciò che sta fuori dal tappetino, ma ecco che il corretto assetto del corpo diviene importante per favorire una giusta predisposizione mentale al rilassamento. ​ La cosa più difficile è proprio placare la mente. Per staccare la spina focalizziamoci sul nostro respiro, se vediamo che è irregolare, facciamo dei respiri profondi, poi cerchiamo di mantenere l'espirazione leggermente più lunga rispetto all'inspirazione, quando il respiro sarà diventato calmo e rilassato ascoltiamolo senza modificarne il ritmo, infine sostiamo nella quiete. Se i pensieri continuano a sfrecciare, non contrastiamoli ma lasciamo che fluiscano liberamente senza giudicarli, poi riportiamo il focus sul respiro. ​Savasana è collegato a Anahata e Sahasrara, i chakra del cuore e della corona, mentre il dosha di riferimento è Vata. La durata in cui sostiamo nella posizione può variare da un minimo di un paio di minuti sino a periodi anche molto prolungati, più restiamo nella posa maggiori saranno i benefici. Savasana è, inoltre, la posizione più indicata per allenare pratyahara, il ritiro dei sensi, che rappresenta il quarto degli otto passi dello Yoga. ​ Significato della posizione Savasana è una splendida metafora del non attaccamento, con il suo rilassamento profondo ci insegna a lasciar andare non solo le rigidità fisiche, ma anche tutte le tensioni emotive, i traumi, le ossessioni e le preoccupazioni che ci portiamo dietro. Le paure, le ansie, la fatica, i pensieri e i desideri che ci assillano si lasciano fluire via con l’espiro, il volume dell’ego si abbassa, si ha una resa significativa sia sul piano fisico che su quello mentale che ci aiuta a instaurare il ritiro dei sensi. La mente è quieta, siamo più vicini al nostro vero sé. ​Il significato che si cela dietro questa posizione è di grande rilievo, è una sorta di memento mori dello yogin, somiglia una rappresentazione rituale della morte, l’esperienza simbolica del trapasso. In quest’ottica ecco che tutta la pratica appena effettuata assume delle sfumature che non avevamo colto, in questa posizione abbiamo l’occasione di ripensarla, asana per asana. Un po' come quando balena tutta la vita davanti prima che ci abbandoni per sempre, così, durante Savasana ripercorriamo più o meno consciamente tutti i gesti, i movimenti, le emozioni appena vissute, per poi lasciarle andare. È il momento in cui gli elementi che ci vogliono parlare emergono in maniera più chiara e comprensibile. ​ Foto ​Alla fine di Savasana riprendiamo coscienza del nostro corpo con dei lievi movimenti delle dita delle mani e dei piedi, che diventano via via più evidenti, sino a diventare dei piccoli allungamenti e finché non siamo pronti a riaffiorare nel mondo. A questo punto, riapriamo lentamente gli occhi, come in una rinascita, ci siamo più leggeri, rigenerati, più liberi dalla fatica, dalle preoccupazioni e dal dolore. Dunque, quale meglio di questa posizione può rappresentare la ciclicità della vita? Savasana, rammentandoci delicatamente che i nostri giorni su questa terra sono limitati, ci suggerisce di vivere al meglio la nostra esistenza, ridà senso al tempo, che si riempie di significato e di energia propositiva. Il maestro Iyengar diceva “Il miglior segno di un buon savasana è un sentimento di profonda pace e vera beatificazione. Savasana è una viglile resa dell’io. Dimenticando se stessi, si scopre se stessi”. E allora proviamo ad arrenderci. Nel buio di Savasana sperimentiamo la luce, possiamo lasciare andare tutti i preconcetti, le rigidità che ci portiamo addosso, possiamo liberarci della zavorra che ci appesantisce, compiendo delle piccole vere rivoluzioni, per rinascere evoluti, ristorati, e ricominciare a vivere il presente rinnovati, con una nuova luce interiore che ci guidi. Benefici di Shavasana - induce il rilassamento muscolare - ​calma la mente - allinea la colonna ​- riduce l'affaticamento - combatte l'insonnia - aiuta nella gestione dell'ansia - sviluppa la consapevolezza - dona chiarezza mentale - favorisce lo stato di pratyahara - agevola la meditazione ​

mercoledì 26 novembre 2025

"Premurosi giardinieri" - GRAZIE!

 

Dobbiamo apprezzare e mostrare gratitudine per chi contribuisce alla nostra felicità e al nostro sviluppo personale.