«Abbiamo accumulato beni materiali per cento giorni, mentre la nostra vita dura solo due giorni. (Nei nostri ultimi giorni) non riusciamo nemmeno ad alzarci dal letto, eppure lasciamo questo mondo e ce ne andiamo».
Wisdom of Aghoreshwar Bhagwan Ram
Passiamo tutta la vita a prenderci cura del corpo e della mente. Ma cosa accumuliamo per l’anima? La vita non si riduce ai beni materiali. Presta attenzione al tuo Sé interiore ed eterno. Concentrarti sul Sé ti arricchisce e ti dona equilibrio, creando lo spazio necessario per apprezzare veramente la ricchezza interiore che già possiedi.
- La pratica: Siediti dritto e chiudi gli occhi. Fai tre respiri profondi.
- Il focus: Inizia a osservare i tuoi pensieri come se fossero nuvole che passano nel cielo. Non giudicarli.
- L'ancora mentale: Ripeti mentalmente: "Io non sono i miei pensieri, io sono lo spazio in cui i pensieri accadono. Io non sono le mie emozioni, io sono colui che le osserva."
- Il beneficio: Ti distacca istantaneamente dalle identificazioni transitorie del corpo e della mente. [1, 2, 3, 4]
- La pratica: Appoggia una mano sul centro del petto (lo spazio del cuore spirituale).
- Il focus: Senti il calore della mano e il battito cardiaco. Immagina che ad ogni espirazione l'attenzione scenda dalla testa verso il petto.
- L'ancora mentale: Chiediti in silenzio: "Chi c'è qui dentro, oltre il mio nome e il mio ruolo?" Non cercare una risposta logica, resta solo nella sensazione di pura presenza.
- Il beneficio: Crea lo spazio interiore necessario per percepire la ricchezza che già possiedi.
- La pratica: Sdraiati o siediti comodamente. Porta l'attenzione al respiro naturale, senza modificarlo. [1, 2]
- Il focus: Visualizza il tuo corpo e la tua mente come la superficie dell'oceano, dove ci sono onde, tempeste o bonacce. Poi, sposta l'attenzione profondamente verso il fondo dell'oceano, dove regna una calma assoluta e immutabile.
- L'ancora mentale: Visualizza quella calma profonda come il tuo Sé eterno. Il mondo esterno si muove, ma la tua essenza resta immobile e intatta.
- Il beneficio: Dona un profondo senso di equilibrio, radicamento e distacco dai beni materiali.
- Coltivare la consapevolezza: La meditazione e il silenzio quotidiano permettono di connettersi con il Sé profondo.
- Praticare il distacco: Ridurre l'attaccamento ai risultati materiali libera spazio mentale per la pace interiore.
- Nutrire le virtù: Agire con compassione, generosità e gentilezza accumula i veri "beni" spirituali.
- Vivere nel presente: Riconoscere la ricchezza interiore già esistente, senza cercare costante validazione esterna.
- Sviluppare la gratitudine: Apprezzare l'esistenza stessa crea un equilibrio che protegge dalle oscillazioni della vita.
- Identificazione mutevole: L'Io cambia continuamente identificazione a seconda del momento. Ora si identifica con il corpo (ho fame, sono stanco), ora con le emozioni (sono arrabbiato), ora con la mente (sto pianificando il lavoro). [1]
- Il concetto di Subpersonalità: Assagioli spiega che la nostra mente transitoria è frammentata in "personaggi" diversi (il lavoratore, il genitore, la vittima, il critico interiore). Ognuno di essi prende il controllo temporaneamente, creando l'illusione di un'identità stabile che in realtà è mutevole e legata al mondo materiale.
- La funzione dell'Io: L'Io transitorio è come il direttore d'orchestra, ma spesso si fa confondere dagli strumenti (i pensieri e le emozioni) dimenticando la sua vera origine.
- Il Testimone Immutabile: A differenza dell'Io transitorio, il Sé Superiore non cambia mai. È lo spettatore silenzioso e saggio che osserva la nascita, la crescita e il declino del corpo e della mente senza esserne scalfito.
- La fonte delle qualità superiori: È la sorgente da cui scaturiscono l'intuizione pura, l'amore incondizionato, la creatività artistica, la compassione e la volontà spirituale.
- La metafora del Sole e del Riflesso: La Psicosintesi usa spesso questa metafora: il Sé Superiore è come il Sole (la fonte di luce eterna), mentre l'Io transitorio è come un riflesso di quel sole in uno specchio d'acqua dondolante (la mente). Lo scopo della vita è calmare l'acqua per riflettere chiaramente la fonte.
"Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo. Io ho delle emozioni, ma non sono le mie emozioni. Io ho una mente, ma non sono la mia mente. Io sono un centro di pura coscienza e di volontà."
“We have amassed material things for a hundred days while our life lasts only two days. (In our final days) we can’t even get up from bed, yet leave the world and go away.”
Wisdom of Aghoreshwar Bhagwan Ram
"We spend a lifetime taking care of the body and mind. What do we amass for the soul? There is more to life than material gain. Pay attention to your inner, eternal Self. Focusing on the Self enriches you and brings about balance, creating space for you to truly appreciate the inner wealth that is already yours."
BabaJi
- The Trap of Excess: It highlights how we spend "a hundred days" (a metaphor for the majority of our lives) stressing and toiling to amass possessions, yet our "life lasts only two days" (a metaphor for how fleeting and fragile our actual time is).
- The Reality of Mortality: The reference to final days where we "can't even get up from bed" serves as a humbling reminder that when our health and time run out, worldly wealth loses its value.
- The Finality of Death: The concluding thought emphasizes that despite all our earthly attachments, we leave this world entirely empty-handed, rendering a materialistic lifestyle ultimately purposeless.
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