Quel passaggio fondamentale in cui l'asana smette di essere semplice esercizio fisico (ginnastica) e diventa uno stato dell'essere, una meditazione in movimento racchiude la vera essenza dello yoga tradizionale.
A differenza dello yoga moderno occidentale, spesso focalizzato sul fitness, la tradizione classica mira all'unione (yoke) tra la coscienza individuale e quella universale.
La definizione classica
Nel testo sacro Yoga Sutra di Patanjali, lo yoga viene definito in modo preciso:
- "Yoga Chitta Vritti Nirodha": Lo yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente.
- L'obiettivo principale è calmare i pensieri.
- Il corpo viene disciplinato solo per poter rimanere seduti a lungo in meditazione.
Gli 8 pilastri dello Yoga Tradizionale (Ashtanga)
Lo yoga classico si basa su un percorso in otto fasi, dove le posizioni fisiche sono solo un tassello:
- Yama: Linee guida etiche verso gli altri (non violenza, verità, non rubare).
- Niyama: Autodisciplina e attitudini verso se stessi (purezza, contentezza, studio).
- Asana: La pratica delle posture fisiche per rendere il corpo forte e stabile.
- Pranayama: Il controllo del respiro per canalizzare l'energia vitale (prana).
- Pratyahara: Il ritiro dei sensi dal mondo esterno verso l'interno.
- Dharana: La concentrazione mentale assoluta su un singolo punto.
- Dhyana: La meditazione profonda e continua.
- Samadhi: Lo stato di estasi, unione spirituale e totale illuminazione.
- Il respiro guida il movimento: Ogni azione è sincronizzata con l'inspirazione o l'espirazione.
- Consapevolezza interna: L'attenzione è rivolta alle sensazioni interne, non all'estetica della posa.
- Stabilità e comfort: Una posizione è corretta solo se è stabile e comoda (Sthira Sukham Asanam).
- Stile di vita: Non si fa yoga per un'ora sul tappetino; lo yoga si vive ogni giorno attraverso le proprie azioni.
1. Introduzione: L'equivoco dell'Asana moderno
- Il focus odierno: Oggi lo yoga viene spesso percepito come dinamismo, sforzo, estetica della forma. L'asana è visto come un "fare".
- La visione tradizionale: Nei testi classici, l'asana è una sedia, una dimora stabile (Sthira Sukham). Non si "fa" un asana, si "entra" in un asana.
- Il punto di svolta: La vera pratica inizia quando l'azione cinetica finisce e subentra l'immobilità.
2. Il Silenzio e la Mente Quieta (Citta Vritti Nirodha)
- Il corpo come specchio: Finché il corpo si muove o lotta contro la tensione, la mente è occupata a gestire lo sforzo (stato di Rajas, attivazione/irrequietezza).
- Il rilascio dello sforzo (Pratna Shaithilya): Quando la posizione viene tenuta abbastanza a lungo senza tensioni superflue, il sistema nervoso si calma.
- Il silenzio interiore: L'immobilità del corpo induce l'immobilità della mente. Nel vuoto del silenzio, i pensieri automatici svaniscono. Smetti di proiettare desideri o frustrazioni sul futuro o sul passato. Sei nel presente puro. [1, 2]
3. Il concetto di Dharma: Oltre il dovere sociale
- Cos'è il Dharma? Non è solo "dovere" o "legge". Deriva dalla radice sanscrita Dhri, che significa "sostenere", "mantenere saldo". Il Dharma è l'ordine cosmico, ma a livello individuale (Sva-dharma) è la propria natura essenziale, la propria verità interiore e lo scopo della vita. [1, 2, 3, 4]
- Il rumore che nasconde il Dharma: Nella vita quotidiana, la mente è costantemente bombardata da condizionamenti esterni, aspettative altrui e paure personali. Questo "rumore di fondo" ci disconnette dal nostro Dharma. Viviamo la vita di qualcun altro o agiamo per reazione meccanica.
4. Il Legame Profondo: Perché il Silenzio attiva il Dharma?
- L'ascolto dal profondo dell'essere: Solo quando la mente è quieta, come uno specchio d’acqua senza increspature, possiamo vedere il fondo del lago. Quel fondo è il nostro Sé (Atman), la fonte del nostro Dharma.
- L'autorealizzazione quotidiana: Il Dharma non si trova ragionando logicamente o pianificando. Si sente. Quando l'asana diventa immobile e privo di sforzo, sintonizziamo le nostre frequenze interiori. Comprendiamo chi siamo, quali sono i nostri talenti e quale direzione dobbiamo prendere nel mondo.
- La vera pratica dello YOGA: Yoga significa unione. L'unione tra la nostra mente cosciente e la nostra natura profonda. Praticare yoga significa quindi mettersi in condizione di ascoltare le direttive del proprio Dharma.
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