giovedì 17 settembre 2026

la disintossicazione da Maya non richiede rituali complessi ...

 

Nella filosofia dell'Aghoreshwar Bhagwan Ram, la "disintossicazione" da Maya non è un processo astratto, ma un lavoro pratico da fare nella vita di tutti i giorni. L'Aghoreshwar (1937-1992) ha rivoluzionato la millenaria tradizione degli asceti Aghori. Storicamente isolati nei terreni di cremazione, sotto la sua guida sono scesi tra la gente, dimostrando che la vera purificazione spirituale avviene nel mondo, servendo gli altri. [1, 2, 3, 4]
Per eliminare le distorsioni della mente e disintossicarsi dall'illusione di Maya, la via dell'Aghoreshwar si articola in azioni quotidiane precise:

1. Il Seva (Servizio Disinteressato): Rompere l'illusione dell'Ego
Nel sentiero dell'Aghor, il Seva non è semplice beneficenza, ma uno strumento di chirurgia spirituale. L'ego (Ahamkara) ci intossica facendoci credere di essere separati dagli altri, superiori o inferiori, e ci spinge ad agire solo per profitto personale. [1]
  • Servire chi è rifiutato: L'Aghoreshwar fondò l'organizzazione Sri Sarveshwari Samooh e un celebre ospedale per la cura dei malati di lebbra, considerati all'epoca gli "intoccabili" e gli emarginati assoluti della società. [1, 2, 3]
  • Pratica quotidiana: Nella vita di tutti i giorni, fare Seva significa compiere azioni senza aspettarsi nulla in cambio (lodi, denaro o gratitudine). Quando aiuti un collega, un vicino o uno sconosciuto dimenticandoti del tuo "ritorno personale", l'intossicazione dell'orgoglio svanisce e il velo di Maya si squarcia, rivelando che l'altro è una parte di te.
2. Il Superamento dei Giudizi: Sviluppare la Coscienza "Aghor"
La parola Aghor significa letteralmente "ciò che non è terribile", ovvero lo stato di coscienza privo di paura, odio, disgusto o discriminazione. Maya ci intossica creando dualismo: pulito contro sporco, buono contro cattivo, sacro contro profano. [1, 2]
  • La mente non-duale (Advaita): L'Aghoreshwar insegnava che l'energia divina è presente in ogni cosa. Finché la mente cataloga le persone e le esperienze in "mi piace" e "non mi piace", rimane intrappolata nella distorsione. [1, 2]
  • Pratica quotidiana: Osserva le tue reazioni quando provi fastidio o disgusto verso qualcuno. Invece di giudicare e allontanare quel "veleno", l'Aghor suggerisce di accoglierlo interiormente, capendo che la tua avversione è solo un limite della tua mente, non un difetto della realtà. Smettere di spettegolare o criticare è la prima forma di disintossicazione quotidiana. [1]
3. La Parola Pulita e il Controllo dei Sensi
La nostra intossicazione cronica si alimenta attraverso ciò che immettiamo nella mente e ciò che proiettiamo all'esterno. Nei testi dell'Aghor Vani viene spiegato che i nostri sensi incontrollati sono i nostri peggiori nemici. [1]
  • Custodire la parola: L'Aghoreshwar invitava a parlare meno e ad ascoltare di più. Le parole impure (insulti, lamentele, falsità) derivano da pensieri già inquinati da rabbia o frustrazione. [1]
  • Pratica quotidiana: Prima di parlare, fai una pausa (attendere un respiro). Chiediti se ciò che stai per dire è utile, veritiero o gentile. Questo spezza l'automatismo dell'impulso mentale intossicato. [1]
4. Vivere come "Fumatori del Veleno del Mondo"
Una bellissima metafora della tradizione Aghor vede il praticante come la divinità Shiva, colui che beve il veleno del mondo per salvare l'umanità.
  • Nella vita moderna, disintossicarsi da Maya non significa pretendere che il mondo sia perfetto o fuggire in un eremo. Significa assorbire le difficoltà quotidiane (lo stress, le offese, le ingiustizie) e, invece di riciclarle sotto forma di altra rabbia, neutralizzarle dentro di sé attraverso la pazienza, il perdono e la stabilità mentale. [1]

In sintesi, la disintossicazione da Maya per l'Aghoreshwar non richiede rituali complessi, ma si riduce a una formula semplice: trasformare l'ego in servizio e il giudizio in accoglienza. [1]

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