mercoledì 29 febbraio 2012
martedì 28 febbraio 2012
XVI - La Storia di Nangsa Obum
esperienze tra oriente e occidente
XVI - La Storia di Nangsa Obum
Fabrizio Uderzo
La regina di Rinang, la bella Nangsa, era morta, ma nessuno riusciva a crederci. Il re Dragchen, suo suocero e Dragpa Samdrub, suo marito, accorsero alle grida della balia del piccolo Lhau Darpo e prendendola per le braccia cercavano di farla alzare dicendo:
”Guarda la luna che sembra scomparire come se ci fosse un’eclissi.
È solo una nuvola che ha coperto la luna perché oggi non è giorno di eclissi.
giovedì 23 febbraio 2012
Contentezza, il secondo degli Niyama - Santosa.
Dopo Sauca, la purezza, il secondo degli Niyama - Santosa.
Santosa viene spesso tradotto come contentezza, appagamento, gratitudine o come l’arte dell’essere felice.
Santosa significa quindi non cercare niente di più di ciò che è strettamente necessario per vivere e trovare soddisfazione in condizione di essere consapevoli e grati per quello che si possiede già. Significa essere felici e soddisfatti senza un motivo preciso in quanto la nascita stessa con tutti i mezzi per sperimentare la vita; è una contentezza profonda e permanente, una gioia senza oggetto (in quanto noi di solito prendiamo per scontato il corpo, sensi, emozioni, intuizione … e magari, lo apprezziamo solo in presenza di un malfunzionamento o perdita di una parte, una malattia).
Santosa nel quotidiano
Viviamo nella società dei consumi, dei desideri, della soddisfazione materiale. Ed è proprio il desiderio e l’attaccamento ad esso che crea infelicità. Se desideriamo avere un tale lavoro, guadagnare X, avere il telefono nuovo, ecc, e siamo attaccati al nostro desiderio tanto da identificarci con esso, nel momento in cui tale desiderio non viene soddisfatto sopraggiunge l’infelicità e il senso di inadeguatezza, da cui derivano la rabbia e la frustrazione.
Imparare a essere felici di ciò che si è e di ciò che si ha è una grande conquista per la nostra vita. Ci permette di provare, forse per la prima volta nelle nostre vite, la pace mentale.
Santosa, tuttavia, non si applica solo alla sfera materiale, riguarda anche la nostra persona. Dobbiamo imparare a bastarci, capire che siamo abbastanza. Anche se il nostro corpo non corrisponde ai corpi delle modelle, se a volte siamo di cattivo umore, se non siamo perfetti, se non conduciamo la vita perfetta… va bene così!
Come mettere in pratica Santosa, quando i nostri sensi sono continuamente bombardati e stimolati? Una strada è sicuramente quella della meditazione. Un’altro esercizio che possiamo mettere in pratica è di tenere un “diario della gratitudine“. Ogni sera prima di andare a dormire, scriviamo sul nostro diario tutto ciò di cui siamo grati per la giornata appena passata. Scopriremo che i primi giorni, settimane, faremo molta fatica a trovare qualcosa di cui gioire. Con il tempo osserveremo che sarà sempre più facile trovare avvenimenti di cui essere grati. Ogni due-tre mesi rileggiamo le pagine del nostro diario e ci renderemo conto che le cose di cui siamo grati sono le più semplici.
Santosa sul tappetino
La contetezza possiamo provarla ogni volta che decidiamo di praticare Yoga. Lo Yoga non è uno sport, né una disciplina competitiva. Quando pratichiamo, dobbiamo farlo senza aspettative né obiettivi.
Integriamo la pratica di Santosa quando non ci approcciamo al nostro corpo in maniera aggressiva e violenta, quando accettiamo che certe posizioni non sono alla nostra portata e va bene così. Se invece forziamo il corpo in determinate posizioni, assumiamo un atteggiamento violento e di non accettazione. Accettiamoci così come siamo, con i nostri limiti, i nostri difetti. Utilizziamo gli asana non per cambiare il nostro corpo, ma per cambiare l’atteggiamento mentale verso il corpo. Ciò che conta non è portare la gamba dietro la testa, ma sentirsi bene con sé stessi sempre e comunque. E se ci saranno giorni in cui non ci sentiamo bene con noi stessi, non colpevolizziamoci.
Quando soddisfiamo un desiderio dettato dall’ego, il piacere che ne deriva è effimero. Se impariamo a guardarci dentro e a far chiarezza, pensando a ciò che desideriamo realmente, spogliandoci delle convinzioni sociali e culturali, scopriamo che abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che la felicità è dentro di noi.
Namastè.
Preso da: Santosa: l'arte della felicità
martedì 31 gennaio 2012
martedì 13 dicembre 2011
PURUSA o ATMAN
ti sentirai misero; allo stesso modo nello yoga,
se cerchi
di forzare il tuo respiro, starai male; ma se respiri senza
affanno, profondamente e con tranquillità, ti sentirai in
venerdì 24 giugno 2011
L’uomo ha due io: l’Io Reale, immortale chiamato ATMAN o PURUSHA e l’Io relativo, effimero, falso, AHAMKARA.
Nell’infanzia, quando le impressioni e l’ambiente circostante non hanno ancora lasciato la loro impronta inquinante, il bambino diffonde a volte attorno a sé lampi del Sé Reale Assoluto, però nella misura in cui avanza nella conoscenza delle vie del mondo, nelle quali le sue azioni e il suo comportamento influenzano l’appetito ed i suoi desideri, il suo conforto e progresso, egli comincia a tessere per se stesso un abito chiamato personalità, attraverso il quale il mondo lo conosce.
mercoledì 25 maggio 2011
Seminario di Yoga by PADOVANDO
Seminario di Yoga
Appuntamento all'interno del ciclo di incontri ''OM il suono creatore'' Condurranno Lili Vucic e Emi Onishi
”Fare del proprio meglio” in ogni circostanza è impossibile con la coscienza ordinaria. La coscienza ordinaria impone dei limiti in termini di scadenze, di raggiungimenti degli obiettivi e di risultati che, per quanto nobili possano essere, portano delle grandi tensioni che poi assumono forme, che poi ci definiscono e ci limitano. In questo seminario, primo di un ciclo di incontri, ci proponiamo di fornire delle tecniche derivanti da pratiche antiche e moderne con le quali è possibile armonizzare la nostra coscienza individuale con la Coscienza Cosmica. Le vibrazioni estremamente sottili del grande suono cosmico OM penetrano ogni cosa; essendo più sottili dell'etere, si celano nella profondità delle forze cosmiche, dietro l'intelligenza e dietro il pensiero. Grazie a questa vibrazione percepiremo la nostra coscienza espandersi oltre i limiti della forma ordinaria ed accedere quindi a possibilità nuove. Portare con sé abiti comodi per la pratica dello Yoga
La Casa Azzurra via Anconitano 1, Padova
Info 049 8800147, Iscrizioni aperte
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